Anticorpi anti-actina nella malattia celiaca come marcatori sierologici di danno moderato o severo della mucosa intestinale

Coordinatore: Stefano De Virgiliis, Cagliari

In pazienti celiaci, sia adulti che bambini, sono stati recentemente descritti autoanticorpi sierici glutine-sensibili diretti contro i filamenti di actina (Clemente MG et al. Gut 2000; 47: 520-526). La presenza di questi anticorpi nei pazienti celiaci AEA e TGA positivi è risultata associata ad un rischio relativo altissimo (RR: 86.17; p<0.0001) di atrofia moderata o severa dei villi intestinali.
Accanto agli anticorpi anti-endomisio (AEA) ed anti-transglutaminasi (TGA) diretti contro strutture della matrice extracellulare, solo i pazienti celiaci con danno mucosale più severo possono sviluppare una reazione immune contro l'actina, la più importante proteina del citoscheletro dei microvilli intestinali, venendo a distinguersi dai pazienti celiaci con quadro istologico di atrofia lieve o parziale dei villi che pur essendo AEA e TGA positivi sono negativi per gli anticorpi anti-actina (Gut 2000; 47: 520-526).
Obiettivi di questa ricerca:

1) estendere la determinazione degli anticorpi anti-actina ad un più vasto numero di pazienti celiaci coinvolgendo possibilmente la maggior parte dei centri del territorio nazionale. L'esame sarà effettuato in cieco:

a) i campioni di siero verranno inviati a Cagliari (Maria Grazia Clemente)
b) la valutazione istologica intestinale sarà inviata a Pavia (prof. Gino R. Corazza)

2) confermare inequivocabilmente la validità degli anticorpi anti-actina come marcatori di danno moderato o severo della mucosa intestinale nella malattia celiaca.

Protocollo di ricerca
Gli anticorpi anti-actina verranno determinati in cieco su aliquote di siero (0.5 mL) che dovranno essere inviate a temperatura ambiente e necessariamente tramite posta celere o corriere. Si richiede inoltre la stretta osservanza dei seguenti criteri di selezione dei pazienti celiaci da includere nello studio:

- positività per gli anticorpi anti-endomisio;
- disponibilità di almeno un'aliquota di 500ml di siero (conservata a temperatura <= -20°C) del periodo precedente l'inizio della dieta senza glutine;
- disponibilità di una valutazione istologica del grado di atrofia dei villi intestinali (normale, lieve, moderata, severa oppure I, II, III, IV grado) al momento della diagnosi, cioè prima della dell'inizio della dieta senza glutine.

La determinazione verrà effettuata tramite immunofluorescenza indiretta su cellule Hep2 e i risultati verranno analizzati tramite microscopia ottica a fluorescenza (Clemente MG et al. Gut 2000; 47: 520-526).

Le aliquote di siero (500 ml) con il nome del paziente, la data di nascita, il centro di provenienza, la data del prelievo, la data della biopsia intestinale e la data dell'inizio della dieta senza glutine saranno inviate all'attenzione della Dr.ssa Maria Grazia Clemente,
Laboratorio delle Malattie Metaboliche del Bambino, Centro Regionale per le Microcitemie,
Via Jenner, 09121 - CAGLIARI
(tel.: 070-6095541, 070-521335 Fax: 070-6095558, e-mail: mgclem@hotmail.com).
Una copia della valutazione istologica di ogni paziente dovrà essere (contemporaneamente) inviata al prof. Gino R. Corazza, Università di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia.


MALATTIA CELIACA E PATOLOGIA TIRODEA ASSOCIATA

 

Coordinatrice: Prof.ssa C. Sategna-Guidetti, Cattedra di Gastroenterologia,Università di Torino, Corso A.M. Dogliotti 14, 10126 Torino; tel.: 011-6335525; fax: 011-6634751.

Lo studio è pubblicato sull'American Journal of Gastroenterology (2001; 96:751-757)


 

"MALATTIA CELIACA E TIREOPATIE AUTOIMMUNI IN ETÀ PEDIATRICA"


Coordinatrice: Prof.ssa N. Ansaldi, Cattedra di Pediatria dell'Università di Torino, Piazza Polonia, 94, 10125 Torino; tel.: 011-3135254; fax 011-6963234.

Lo studio è concluso ed il lavoro è in corso di stesura.


 

"STUDIO DELLE CITOCHINE E DEI GENI HLA NELL'ASSOCIAZIONE MALATTIA CELIACA E DEFICIT DI IGA"

Coordinatore: Prof. F. Cataldo, Clinica Pediatrica II, Università di Palermo, Ospedale Aiuto Materno, via Lancia di Brolo 10B, 90135 Palermo; tel.: 091-6820243.

Lo studio è concluso ed il relativo lavoro è stato inviato per pubblicazione.



 

MIOCARDIOPATIA DILATATIVA IDIOPATICA (MCDI) E MALATTIA CELIACA (MC)

Coordinatori: Prof.ssa M. Barbato, Istituto di Clinica Pediatrica, Serv. Spec. di Gastroenterologia dell'Università La Sapienza di Roma, viale Regina Elena 324, 00151 Roma; tel. e fax: 06-49218439; Prof. M. Curione, Dipartimento di Scienze Cliniche dell'Università La Sapienza di Roma, viale del Policlinico 155, 00151 Roma; tel. e fax: 06-49972583, e-mail: mcurione@uniromal.it


Scopo primario di questo studio policentrico è valutare in un ampio numero di pazienti affetti da miocardiopatia dilatativa idiopatica (MCDI) la prevalenza della malattia celiaca (MC) e se la dieta senza glutine nei pazienti affetti da entrambe le patologie, influisce sul decorso della miocardiopatia. Da un precedente studio da noi effettuato su 52 pazienti con MCDI, 3 erano affetti da MC, risultando quindi la prevalenza della MC significativamente più alta in questi soggetti rispetto alla popolazione normale (p<0.001) (Lancet 354: 222-3; 1999). Tali risultati sono stati confermati da K. Fonager et al. (Lancet 354: 1561; 1999).
Fino ad ora hanno aderito allo studio 4 centri (Bologna, Napoli, Roma -2-) con un arruolamento complessivo di 113 pazienti con cardiomiopatia dilatativa idiopatica (81 M, 32 F). Si invitano i Centri partecipanti in possesso di nuovi casi ad inviarli al più presto e altri Centri interessati allo studio a prendere contatto con il Centro proponente.


 

STUDIO DEI GENI DELLA CATENA g DEL T-CELL RECEPTOR DEI IEL INTESTINALI IN PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIA CELIACA COMPLICATA, DA SPRUE INDEFINITA E DA ENTEROPATIA AUTOIMMUNE

Dr. Federico Biagi, Prof. Gino R Corazza
Unità di Gastroenterologia, Università di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo
E-mail: f.biagi@smatteo.pv.it - gr.corazza@smatteo.pv.it

La malattia celiaca (MC) è un'enteropatia cronica che, nella maggior parte dei casi, va incontro a remissione con l'eliminazione del glutine dalla dieta. In una percentuale di pazienti, variabile da casistica a casistica, però, l'instaurazione di una rigorosa dieta priva di glutine (GFD) non è seguita dal ripristino di una normale architettura mucosale. Nella stragrande maggioranza dei casi, questa mancata risposta istologica è dovuta all'instaurarsi di una delle possibili complicanze della malattia celiaca, quali il linfoma a cellule T associato ad enteropatia (EATL), la digiunoileite ulcerativa (UJI), la malattia celiaca refrattaria (MCR) [Biagi et al., Lancet 1998;352:876; Biagi et al. Scand J Gastroenterol 2000;35:785-90].
E' stato recentemente messo in evidenza che EATL, UJI e MCR presentano alcunecaratteristiche immunopatogenetiche comuni. Tutte queste tre condizioni presentano, infatti, a livello della mucosa intestinale, una popolazione di linfociti intraepiteliali che, sebbene sia citologicamente normale, presenta sia un fenotipo aberrante (CD3- CD4-CD8- CD103+) sia un riarrangiamento monoclonale a carico dei geni codificanti la catena gamma del TRC. E' stato, pertanto, proposto che questa popolazione linfocitaria sia già neoplastica. La nostra osservazione che tali linfociti intraepiteliali non vanno incontro ad apoptosi supporta questi dati [Di Sabatino et al. Gut, submitted].
E' pertanto verosimile che MCR, UJI ed EATL costituiscano uno "spettro neoplastico evolutivo" della MC complicata. Gli obiettivi dello studio sono:
- Analizzare i geni gamma del TCR mediante una metodica di multiplex-Pcr.
- Dimostrare che nei pazienti con EATL, UJI, MCR le popolazioni di linfociti T che infiltrano la mucosa intestinale mostrano lo stesso riarrangiamento Vg-Jg e creano sequenze di giunzione V-J clone -specifiche (monoclonali).
- Dimostrare la frequenza e la prognosi associata a questa popolazione di linfociti clonali intraepiteliali in pazienti con MCR, EATL e UJI.
I Pazienti rilevanti per questo studio sono, pertanto, pazienti affetti da MCR, prelinfoma (pazienti che hanno poi sviluppato un franco linfoma), EATL, UJI.Per questo tipo di studio è necessario disporre di biopsie paraffinate (analisi dei geni del TCR, mediante PCR), biopsie criostatate (studio immunoistochimico della popolazione di linfociti intraepiteliali) e del siero dei pazienti (ricerca di anticorpi antienterociti). Al momento attuale hanno aderito allo studio 4 centri.